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Cloud computing novità e prospettive

30 Gen , 2017,
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Cloud ComputingSecondo le previsioni degli esperti, per il 2017 si confermeranno Leader il Cloud e l’IoT.

Secondo le analisi di Assinform-Netconsulting Cube il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) crescerà  dell 1,6 % nel 2017  trainato da i veri protagonisti del mercato: cloud e IoT. Come già registrato nel 2016,  per il 2017, il cloud cresce a tassi del 26%, l’IoT del 17%, il mobile business di oltre il 13% e le soluzioni per la sicurezza del 5%.

E’ in questo quadro che si elgge  positivamente una costante attenzione delle medie imprese verso al conversione sui sistemi Cluod Computing e sulla sempre più ampia interconnettività dei vari dispositivi. Anche le Piccole imprese  hanno iniziato ad affiancarsi alle grandi in chiave di trasformazione digitale della propria attività.

E’ noto che le  opportunità offerte dal cloud computing costituiscono anche un abbattimento dei costi di infrastruttura oltre che un abbattimento delle barriere d’accesso a nuove applicazioni e pay per use delle risorse. Tuttavia è importante conoscere gli aspetti legati alla gestione di questi sistemi e di questa nuova organizzazione sociale e aziendale.

Gli aspetti legati alla sicurezza e gestione dei dati ad esempio, non devono essere trascurate, così come l’integrazione dei vari sistemi esistenti e di nuova generazione.

Se intendi approfondire quindi questi aspetti per la tua ttività o per aprire nuove opportunità per la tua professione consulta il nostro catalogo di formazione e scegli il corso più adatto ai tuoi obietti!

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Un alleato prezioso per i propri dati: il NAS (Network Attached Storage)

Gen , 2017,
esseti
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Strumenti per organizzazione, raccolta e protezione dei dati aziendali

Una delle esigenze da sempre più sentite in ambito aziendale è l’accentramento delle informazioni, dei dati e dei documenti in modo da potervi accedere in modo sicuro e fruirne facilmente in caso di necessità.

Malgrado la sempre maggiore diffusione del Cloud e di servizi quali Google Drive, Office 365, Dropbox, appare evidente come per ovvie ragioni di Governance, di Riservatezza e di Sicurezza non sia pensabile affidare alle “nuvole” tutto il sapere aziendale.

Resta quindi per il professionista e la piccola impresa la necessità di dotarsi di un server locale, “on premise”, cui affidare il ruolo di file server, andando incontro a investimenti importanti in Hardware, licenze software e a costi di gestione spesso rilevanti.

Non tutti però sanno che possono rispondere facilmente ai loro bisogni e ridurre i costi affidando il ruolo di archiviazione e condivisione ai NAS (Network Attached Storage) che spesso sono considerati come semplici dischi dotati di presa di rete ma che sono in realtà veri e propri server dotati di sistema operativo e software di gestione.

Possiamo in pratica considerare i NAS come dischi “intelligenti” e quindi configurabili in diverse modalità, per archiviare, condividere, integrarsi in reti LAN esistenti, dialogare con altri server della rete o semplicemente effettuare operazioni di backup, abbattendo i costi di investimento iniziale e di manutenzione operativa e facilitando l’accesso ai dati.

NAS

NAS (Network Attached Storage)

Esseti è in grado di proporre, sul proprio sito di e-commerce IctPlaza, una vasta gamma di prodotti NAS ed è a vostra disposizione per individuare insieme la soluzione su misura per voi.

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Digital Transformation: L’importanza di adeguare l’infrastruttura digitale

25 Gen , 2017,
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digitale

Investimenti in crescita per rispondere  alle nuove sfide e restare al passo coi tempi.  E’ la trasformazione digitale a fare la parte del leone in tutti i settori.

Fonte : Il Messaggero.it

In diversi settori ormai sono prioritari gli investimenti in digitalizzazione in risposta al ritardo accumulato in passato, dovuto a costi dir iconversione ancora troppo elevati e regolamentazioni non ancora chiare.

Restano infatti alcuni settori, tuttavia strategici per una efficace integrazione nella nuova era digitale, che rischiano di perdere significative posizioni di mercato proprio in ragione di questo ritardo.

Secondo uno studio condotto da Willis Towers Watson in collaborazione con Mergermarket, sono le compagnie assicurative che maggiormente sono orientate a questo tipo di investimento. Dall’indagine risulta che circa tre quarti delle compagnie (74%) ritiene che il settore assicurativo abbia fallito nel suo ruolo di leadership nell’innovazione digitale.

Le cause sono da ricercare essenzialmente nella difficoltà di commercializzazione di nuove tecnologie e nell’ordine di grandezza dell’investimento richiesto.

Il coinvolgimento dei clienti e il rinforzamento del canale distributivo per le Compagni Assicurative rappresentano le aree su cui risulta maggiormente efficace e necessaria la conversione di una infrastruttura digitale innovativa e in grado di rispondere alle sfide del mercato. Catturare le future generazioni e i polcyholder più giovani costituisce una priorità per le Compagnie Assicurative, e il loro coinvolgimento sarà maggiore proprio attraverso la digitalizzazione.

La distribuzione rappresenta l’area dove le tecnologie digitali avranno il più grande impatto nei prossimi 5 anni, così come l’area costumer management.

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Consulenza

Soluzioni per le Aziende

 

 

Il tuo sito web è responsive?

24 Gen , 2017,
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responsiveIl tuo sito web è pronto per essere visualizzato sui dispositivi mobili?

L’ottimizzazione per differenti dimensioni degli schermi è un’attività imprescindibile nella realizzazione di un sito web. L’obiettivo è quello di rispondere alle esigenze di accessibilità degli utenti da diversi dispositivi. In questo modo il visitatore può vedere i contenuti presenti ottimizzati a seconda delle dimensioni del proprio device.

Lo scorso 31 ottobre il noto sito di web marketing Search Engine Journal riporta la notizia (vai alla notizia) diffusa dall’Agenzia Reuters (vai al report) che segnala che nel 2017 il 75% dell’uso di internet sarà mobile. Reuters ha riportato inoltre l’estratto di uno studio compiuto dall’agenzia Zenith, che opera nel settore dei media, la quale anticipa anche che nel 2018 il 60% della spesa per la pubblicità nel web sarà dedicata al settore “mobile”.

Google ci aiuta a capire se il nostro sito web è responsive offrendoci uno strumento per misurare il grado di responsività di un sito!

Sai se il tuo sito passa il test di responsività di Google?

È un test che Google mette a disposizione di coloro che vogliono verificare se un sito web rispecchia certi parametri di navigabilità sui dispositivi mobili quali smartphone e tablet.

Testa il tuo sito: https://www.google.com/webmasters/tools/mobile-friendly

Ritorna anche a te il testo: “Fantastico. Questa pagina è ottimizzata per i dispositivi mobili.” ?

Se la risposta non è questa e hai bisogno di aiuto il team di Esseti è a tua disposizione!

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Web Marketing e SEO: come utilizzare le risorse offerte dalla rete

19 Gen , 2017,
esseti
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Formazione web marketing e SEOUtilizzare gli strumenti della rete per promuovere la propria attività e farsi notare

Come poter sfruttare al meglio le risorse diffuse in rete per avviare o sviluppare le proprie attività di marketing via web?

Come costruire la propria professione imparando ad utilizzare questi strumenti?

Le opportunità che si aprono in questi campi sono veramente molteplici, come ampia e in continua evoluzione è la rete appunto!

Per essere sempre aggiornati su questo fronte significa quindi prima di tutto non perdere d’occhio prorio il web e quello che accade.

La caratteristica principale di questo settore è che cambia di continuo. Non basta solo vedere e consultare i vari Social senza una meta precisa. Non basta vedere alcune statistiche senza aver fissato alcuni obiettivi di riferimento per impsotare una strategia mirata.

Non è un gioco insomma, ma una precisa procedura “scientifica”. Un lavoro bene organizzato.

Niente è lasciato all’improvvisazione.

Si può partire da alcuni semplici elementi. Ad esempio costruire un proprio FED READER e leggerlo costantemente: seguire i blog di settore, i forum e le community e tenersi aggiornato sulle novità.

Formarsi in modo adeguato  sull’uso degli strumenti di Web marketing consente di raccogliere in maniera sistamtica e organizzata informazioni dalla rete per analizzare e misruare i risultati delle nostre azioni.

Non ultimo, è importante anche saper comunicare e conoscere le regole della comunicazione via web. Sviluppare applicazioni o utilizzare le risorse del web per le attività di marketing non è solo un problema tecnico, ma forse e soprattutto anche un problema di come si riesce a comunicare.

Sono aspetti che ovviamente richiedono tempo ed esperienza, ma soprattutto formazione specifica, almeno nella fase iniziale.

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Mobile Trasformation: dove si concentreranno le strategie di digital marketing

15 Ott , 2016,
esseti
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Fonte: digital4.biz; dday.it

L’utilizzo sempre più costante dei dispositivi mobili trasforma inevitabilmente le strategie e gli orientamenti delle aziende. Le aziende stanno quindi sviluppando con sempre più necessità, strategie di marketing in grado di  rispondere in modo originale e innovativo a questa evoluzione dei consumatori, adottando sempre di più politiche mobile-oriented.

Questa necessità oggi si conferma anche con l’annuncio che Google sta per separare l’indice dei siti, tramite il quale fornisce risultati alle ricerche, in due. L’indice mobile verrà scorporato da quello desktop, sarà più aggiornato e fornirà risultati con più velocità. Una rivoluzione silenziosa che cambierà radicalmente il modo di ottenere risultati dal motore di ricerca.

È quanto affermato dall’analista Gary Illyes, Webmaster Trends Analyst di Google, dal palco della PubCon, l’evento dedicato al digital marketing.

Secondo Illyes, non solo verrà creato un indice per i dispositivi mobile, ma verrà anche privilegiato. Significa che, a parità di termini di ricerca, i risultati che fornirà Google saranno molto differenti a seconda che la ricerca venga effettuata da dispositivo mobile o desktop.

Sembra che il nuovo indice, quello mobile, verrà privilegiato, aggiornato più frequentemente e sarà in grado di produrre risultati “più freschi”.

Questa mossa, perfettamente plausibile, rientra nella strategia già adottata circa un anno fa, quando Google decise di penalizzare i siti non mobile friendly , ovvero non ottimizzati per la visualizzazione su smartphone, ed è conseguenza delle altissime percentuali di navigazione web su smartphone a discapito dei computer fissi.Lo smartphone rappresenta oggi un touch point dalle mille opportunità, capace di creare modalità di ingaggio dei consumatori del tutto nuove.

Conviene quindi porre particoalre attenzione al canale mobile, visto anche che l’importanza dell’utilizzo di questi dispositivi per le vendite on-line.

Secondo recenti studi, il valore delle vendite online provenienti da smartphone vale il 10% del totale e-commerce italiano. Il il 41% degli utenti effettua acquisti di beni e servizi dal proprio smartphone e il 55% utilizza il dispositivo fuori dal negozio per controllare prezzi e promozioni. Non a caso l’advertising online, nel primo trimestre del 2016 è cresciuto del 135,4%.

La quantità di dati in “transito” dal canale mobile è quindi quella su cui si pone maggiore attenzione anche perchè consente di misurare in tempi brevissimi i ritorni e le risposte delle strategie adottate.

Le stesse strategie per l’indicizzazione e il posizionamento adottate dalle aziende market-oriented dovranno quindi concentrare l’attenzione su questo canale e adeguare i propri strumenti di analisi a questa tendenza.

Questo aspetto determina quindi una maggiore concentrazione anche delle competenze tecniche richieste dalle aziende per gestire al meglio questi strumenti e valutare scelte di investimento su tecnologie dedicate.

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Facebook e WhatsApp “uniscono” le informazioni. Come evitare l’assalto pubblicitario

27 Ago , 2016,
esseti
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L’app di messaggistica WhatsApp ha annunciato ieri la novità. Si può rifiutare l’utilizzo delle informazioni per personalizzare i messaggi pubblicitari

Fonte: il corriere.it; wired.it

Facebook e WhatsAppE’ ormai all’ordine del giorno la constatazione di quanto la tecnologia ci stia “facilitando” l’accesso ad ogni tipo di necessità.

Come le sfere di vetro , la Lampada di Aladino, l’oracolo di Delfi. Tutto quelle che desideriamo e di cui abbiamo bisogno può essere trovato con un semplice clic. Non c’è nemmeno il limite dei tre desideri, per tornare all’esempio del “povero” Aldino , perchè tutto ormai è illimitato.

Il prezzo ovviamente da pagare è non avere più segreti per nessuno. Tutto quello che facciamo, pensiamo, cerchiamo, diciamo, è raccolto con cura e ingordigia attravero tutti i nostri dispositivi, ormai diventati un prolungamento, o metamorfosi della specie umana,  del nostro corpo e della nostra mente.

La nuova corsa all’oro è senz’altro ormai nelle mani di chi acquisisce e controlla i dati, e dopo che colosso di Mark Zuckerberg ha acquistato WhatsApp  nel febbraio del 2014 ,  molto “oro” è stato accumulato nelle mani del padre di Facebook. Certo allora  la promessa da ambo le parti , fu quella di non mischiare servizi e dati, soprattutto in considerazione del fatto che il social network si basa sulla vendita di pubblicità mentre l’app verde è priva di annunci. Adesso qualcosa è cambiato: una serie di informazioni relative a WhatsApp, come il nostro numero di telefono o gli accessi alle finestre di dialogo, verranno condivise con Facebook, Instagram o Oculus con il resto del gruppo di Menlo Park.

L’iconcina verde del telefono che parla, ha  tenuto a sottolineare, che non vengono coinvolti i contenuti degli scambi: la crittografia end to end introdotta in aprile su WhatsApp, impedisce a chiunque di vedere testi o fotografie in transito da un dispositivo all’altro.

WhatsApp e Facebook inizieranno a parlare di noi alle nostre spalle: Traduzione del cambio nei termini di servizio avvenuto recentemente all’interno dell’app di messaggistica e dettagliato con un post sul blog relativo.

Accettarlo significa dare il permesso alle due piattaforme di scambiarsi una serie di informazioni sui propri account; sarà principalmente WhatsApp a inviare dati a Facebook, dati che includeranno tra le altre cose il numero di telefono utilizzato per la registrazione.

Tranqulli, le informazioni non saranno ovviamente rese pubbliche, ma rimarranno a discrezione del gruppo guidato da Mark Zuckerberg. Quel che la piattaforma di messaggistica sta cercando di fare è ottenere un profilo migliore dei singoli utenti: collegando i numeri di telefono con i loro profili su Facebook, il social network sarà in grado di suggerire amici e potenziali conoscenti in modo più efficiente, a tutto vantaggio degli utenti finali ma del sito stesso, che godrà di un numero di interconnessioni maggiore tra i suoi membri.

Rassicurati da queste accorte comunicazioni, spesso nemmeno lette prima di procedere e continuare a inviare i nostri “importanti” messaggi, non possiamo certo dire di aver stipulato una assicurazione sulla nostra privacy (cosa ormai abbandonata da tempo).  Il social network da 1,7 miliardi di utenti potrà comunque attingere (anche) a questi dati per inviarci messaggi pubblicitari sempre più mirati quando navighiamo sulla sua piattaforma o per consigliarci potenziali amici da aggiungere alla nostra cerchia. Potrà capitare di vedere fra i suggerimenti di Facebook il nome e il volto di una persona con cui si è appena entrati in contatto su WhatsApp. O di imbatterci sul social network nella pubblicità di un’azienda che conosce il nostro numero di telefono.

Non solo, anche l’applicazione di messaggistica da più un miliardo di utenti si sta per aprire direttamente alle imprese. L’intenzione,  adeguatamente mirata al rispetto della “nostra volontà”, non è di ospitare messaggi pubblicitari classici ma di consentire, ad esempio, alla banca di avvisarci di eventuali movimenti strani sul nostro conto, alla compagnia aerea di tenerci aggiornati sul ritardo del volo che stiamo per prendere o alla pizzeria di comunicarci che il pasto ordinato sta per arrivare.

Tutto per garantire la nostra sicurezza , facilitare la nostra vita quotidiana, dirci di cosa abbiamo bisogno appena sorge un problema, darci tutte le informazioni possibili, realizzare tutti i  nostri desideri, appunto…

Il Business per le Aziende era all’angolo da tempo. L’angolo è stato svoltato e si è aperta un’autostrada.

Il fine è duplice: profilazione a beneficio della personalizzazione della pubblicità sul social network e un più generico miglioramento dei servizi. Nel secondo caso non c’è nulla da fare, piaccia o no le due applicazioni condivideranno le informazioni. Nel primo, invece, ci si può esplicitamente rifiutare. Quando l’ultima versione dell’app chiede di accettare le nuove condizioni bisogna selezionare «Leggi tutto» e non dare subito il proprio assenso. L’opzione «Condividere le informazioni dell’account WhatsApp con Facebook» va deselezionata e il gioco è fatto.

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Come si vede nell’immagine, l’app assicura che il numero non verrà condiviso, ma fa riferimento solo a chi utilizza il suo account con un numero diverso da quello con cui lo ha attivato. Chi, infine, dovesse avere già accettato ha 30 giorni di tempo per intervenire: Impostazioni, Account e Condividi le informazioni del mio account. Questo è quello che vedremo comparire sui nostri display.

 

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La novità verrà testata nei prossimi mesi, ed era stata annunciata a inizio anno, e sembra propendere per la creazione di chat ufficiali cui potremo decidere o meno di aderire — ma che saranno anche sfruttate per inviarci consigli su prodotti o servizi da acquistare in base alle nostre preferenze — e non dovrebbero interromperci durante le chiacchierate canoniche (o meno canoniche…).

Non ci resta quindi che vedere come saranno esauditi i nostri desideri, compresi quelli di Aladino.

 

 

Nuove regole privacy per la cancellazione dei dati

24 Giu , 2016,
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Cancellazione sicura: regola fondamentale per la nuova Privacy dei dati in Europa

Fonte: Cancellazione sicura fondamentale per la nuova Privacy dei dati in Europa | Kroll Ontrack

Lo scorso 4 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il testo del General Data Protection Regulation, le aziende hanno 2 anni di tempo per organizzare la cancellazione sicura dei dati e la protezione dei dati personali secondo le nuove regole. Kroll Ontrack ha intervistato l’Avv. Gabriele Faggioli,

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Presidente del CLUSIT e membro del gruppo di esperti sui contratti di Cloud Computing della Commissione Europea per un punto di vista sulle nuove regole e l’impatto nell’ambito Cloud.

Leggi l’intervista

Banda Larga e IoT: in constante crescita l’accesso alla rete delle IoT . Tecnologie indossabili, automobili connesse in rete, industria 4.0.

3 Giu , 2016,
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Le connessioni Internet of Things supereranno quelle da smartphone entro il 2018.

Fonti:Research and Markets, Commissione europea, Ericsson Mobility Report

Già molto si è detto sullo sviluppo costante dell’IoT (Internet delle cose), sulla modifica degli stili di vita lavorativi e sociali, sull’iperconnettività degli oggetti intelligenti collegati tra loro, nonché sull’enorme quantità di dati che viaggiano in rete o sulle “nuvole” e su come questi ormai siano diventati più appetibili rispetto ad ogni altra risorsa. Non è più solo una questione di dati personali e di tutela della privacy,  ma fonte di enormi opportunità di businness.

Molto ancora ci sarà da dire.

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Non si arresta infatti il trend positivo che vede il  tasso di crescita composto annuo del settore dei chip per l’Internet of Things (IoT) crescere dell’11,5%  e entro i prossimi due anni saranno connessi alla Rete più oggetti IoT (termostati, telecamere, sensori ambientali, etc.) che cellulari intelligenti.

Questi i dati di sintesi che emergano da due importanti apporti  internazionali di monitoraggio come il recente Mobility Report, datato giugno 2016, e il  Rapporto Research and Markets: “IoT Chip Market by Application Vertical & Geography – Global Forecast to 2022.

Questa invasione di accessi e di dati, determina la necessità di ampliare gli “spazi” di azione, la velocità di comunicazione, la solidità delle strutture che gestiscono e forniscono servizi.

Tradotto in termini economici in 5 – 6 anni, il  segmento dell’Internet delle cose passerà da un valore di circa 4,58 miliardi di dollari dell’anno passato ai 10,8 miliardi di dollari stimati per il 2022

Secondo il Rapporto della Commissione europea, nel 2020 saranno più di 6 miliardi gli oggetti intelligenti interconnessi su piattaforme Internet of Things (IoT), per un mercato che varrà qualcosa come 1.181,6 miliardi di euro, il 7% tondo del PIL dell’Unione europea a 28 Stati. Secondo studi specifici sull’Italia, ciò si traduce attorno ad un 5,4% del PIL nel 2020 (era calcolata al 2% nel 2014).

La “domanda di rete” è definita ormai da diverse aree tecnologiche che, stimolando la produzione di chip dedicati, riguardano non solo il rapporto comunicativo tra prodotti e servizi, ma l’utilizzo degli stessi dispositivi ‘indossabili (wearable device) ai prodotti e servizi per la salute, dai gadget elettronici (sconsumer electronic) alla building automation, dall’industria 4.0 all’automotive e i trasporti (connected cars, driverless cars).

Come già evidenziato, lo spazio necessario non riguarda solo il segmento della cosiddetta Internet delle Cose, ma anche il numero di sottoscrizioni a servizi di telefonia mobile, che hanno raggiunto quota 7,4 miliardi nel primo trimestre del 2016, con un aumento su base annua pari a circa il 3%.

Le sottoscrizioni di servizi di accesso a banda larga mobile, nel dettaglio, hanno raggiunto quota 3,7 miliardi, con una crescita anno su anno pari a circa il 20% e un incremento di circa 140 milioni soltanto nel primo trimestre del 2016.

Il contributo maggiore arriva comunque dai Paesi Asiatici, in testa l’India (+21 milioni). A seguire, Myanmar (+5 milioni), Indonesia (+5 milioni), USA (+3 milioni) e Pakistan (+3 milioni).

Paesi come Giappone, India e Cina, sostengono i ricercatori di Research and Markets, stanno progressivamente aumentando gli investimenti in ricerca e sviluppo proprio per promuovere l’utilizzo dell’Internet of Things nei settori di mercato appena menzionati. E proprio in Asia è attesa la crescita maggiore della domanda di chip per soluzioni IoT a livello globale.

Sul fronte delle connessioni, il rapporto Ericsson indica che le sottoscrizioni di servizi GSM/EDGE rappresentano ancora oggi il grosso del totale delle sottoscrizioni, ma nel 2021, prevedono gli esperti di Ericsson, il numero degli abbonamenti a servizi LTE e WCDMA/HSPA supererà di oltre il doppio quello degli abbonamenti GSM/EDGE.

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Tendenze e prospettive nella società globalizzata. Tecnologie e modelli di businness

15 Mar , 2016,
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Confluence 2016: In partenza il più grande raduno del settore delle nuove tecnologie. A confronto più di 500 imprese leader mondiali del settore.

Fonti:Il sole24Ore.com, Zinnov,

Importanti speakers del mondo della Tecnologia Mondiale si confrontano sui temi caldi dell’impatto delle nuove tecnologie sulla vita sociale e economica del futuro. Confluence 2016, ormai un evento “leader” per  l’ingegneria di alto livello, seguita con attenzione da imprese e decisori istituzionali di tutto il mondo,  inizierà a Santa Clara (CA) il prossimo 23 Marzo, sotto il patrocinio di  Zinnov, per poi proseguire Germania, India e Giappone.

Come sarà il futuro delle imprese “intelligenti” ? Che cosa significa connettività ubiqua? Quale impatto avrà sulla vita sociale e lavorativa? Ci sarà ancora una distinzione tra vita lavorativa e personale? Quali percorsi seguiranno le imprese del futuro?

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Questi alcuni dei temi che coinvolgeranno oltre 500 partecipanti provenienti da tutto il mondo “tecnologico”, oltre 250 Aziende del settore e oltre 50 relatori, esperti e manager di successo delle imprese di eccellenza del settore tecnologico, dell’ingegneria digitale e dell’analisi dei fenomeni socio-economici.

Il mondo è ormai entrato a pieni giri nell’era dei grandi cambiamenti tecnologici. Le imprese stanno attraversando il regno digitale e vengono travolte dall’inevitabile e drastica modifica dei modelli di business. Si stanno moltiplicando sorprendenti scoperte e innovazioni, soprattutto sul fronte della connettività ubiqua, che ha colmato il divario uomo-macchina. Questa era digitale ha dato vita a una nuova generazione di talenti. I riflettori sono tutti puntati su chi lavora con sistemi e macchine in grado di “apprendere” e quindi sulle tecnologie che le realizzano, nonchè sulla capacità di gestire a anlizzare dei grandi dati.

Le organizzazioni di domani hanno bisogno di ridisegnare tutti gli schemi e rompere tutte le barriere che possono impedire o rallentare il coinvolgimento di talenti in gardo di gestire questa nuova  questa ondata di Per questo il Tema di  Confluence US 2016 è “Accendere il Cambiamento: Modelli di Business – Tecnologia – Talento”

Il vertice riunisce svariati  leader di alto livello esperti di questi temi, per condividere e scambiare le migliori pratiche e leadership di pensiero su globalizzazione, innovazione, tendenze e opportunità di  espansione del mercato in aree geografiche emergenti. Imprese, start-up, università e fornitori di servizi che partecipano a questo evento definiranno una nuova visione su come Ingegneria e R & S si trasformeranno nei prossimi anni.